"La retroguardia a piedi scalzi" , when poetry is a geometrical matter.

28/11/14




«  Sei tu la musica,
 sei tu la musica 
 e tutte le parole che la musica non dice » 



Gli spazi della nostra società risultano distorti, sconnessi, spesso banalizzati. Siamo reduci da guerre nascoste nelle nostre anime e dissensi raccolti durante tutta la vita. Sembra che questo sia molto chiaro per Francesca Sante che nella sua raccolta di poesie intitolata « La retroguardia a piedi scalzi » ci offre un introspezione su quella che è la nostra società odierna. 
Un mondo sfatato, fatto di brutalità, dove spesso l’amore coincide con l’odio e la bellezza di un sorriso è stata tramutata in un insieme di pixel del web. 
la raccolta ha intrinseca in se una bellezza eterea, una bellezza rude, fatta di rimandi al passato e al futuro. 
Negli elaborati della Sante grandi personalità della letteratura francese tornano in vita, dicendo qualcosa in più, come se finissero di enunciare un discorso lasciato a metà. 



I grandi rimandi alla letteratura internazionali non sfuggono sicuramente ad un pubblico di lettori attento e la sua rivisitazione degli stessi risulta quanto più suggestiva tanto più reale. 
Il caos interiore, il bisogno di un nuovo equilibrio, questi sono alcuni dei temi affrontati dalla Sante nei suoi elaborati; bisogni che prendono vita non solo nel contenuto dei testi ma nel loro corpo stesso. 







Leggendo questa  raccolta non ci si trova mai di fronte a qualcosa di schematico, accademico. Le forme prendono contenuto, proprio come Guillaume Apollinaire, Francesca da un corpo ai suoi pensieri. La ricerca di un centro risulta esplicitata nei titoli scritti in verticale, nelle innumerevoli forme geometriche dove l’anima della scrittrice cerca di incastonarsi.
Le più belle introspezioni le troviamo nell’elaborato numero 4 della sua raccolta : « sulle rive del Quai della Senna » , dove il lettore si ritrova a vivere assieme a lei la sua introspezione e maturazione, durante una passeggiata sulle rive della Senna. Immagini ricorrenti e familiari per chi,come lei, ha avuto la possibilità di vivere nella grande capitale francese. 

Nuovi sapori,nuovi colori in una raccolta ancora in fieri come tiene a precisare la stessa Sante, ma di grande potenza comunicativa e introspettiva. 


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